Data Life Lab è il laboratorio congiunto tra l’Università di Firenze e le imprese private Kinoa e ReteSviluppo che unisce le forze della ricerca tecnologica e della ricerca accademica nelle scienze sociali per studiare i comportamenti legati ai giovani attraverso nuovi format che fanno uso dei social network come strumenti di indagine.

Adolescenti e giovani sono la fascia della popolazione meno studiata dalla ricerca sociale, eppure capirne le dinamiche è cruciale per uno sviluppo prospero dell’intera società. La ricerca su questa popolazione non può prescindere da strumenti che portino il ricercatore il più vicino possibile ai dati della realtà corrente.

La possibilità di utilizzare strumenti innovativi per la ricerca permette sia di aderire al mondo in cui i ragazzi si esprimono maggiormente, sia di coinvolgerli e così trasferire loro le competenze che possono costituirsi come base per un approccio innovativo al loro stesso lavoro futuro.

Nel 2015 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite stilava l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. La grande novità di quella riunione fu, come riportato da The Lancet, il risalto dato alla popolazione di adolescenti e giovani adulti. Questa fascia di popolazione era ancora – a quella data – rimasta del tutto negletta nella ricerca in ambito economico e sociale, mentre si delineava finalmente come un ovvio che si tratta di un gruppo di importanza cruciale. La prosperità, la salute e il benessere sociale di una popolazione è molto legato all’attenzione che ricevono coloro che saranno i futuri adulti.

Si sa, d’altra parte, che in Italia è ancora scarso il dialogo fra il mondo dell’istruzione e quello delle imprese, che le politiche attive impegnano circa 2 milioni di euro all’anno contro i 5 miliardi spesi in Germania, e che i nostri 550 centri per l’impiego sono in numero irrisorio se paragonati ai 100.000 tedeschi. Ciò a fronte di un mondo del lavoro in rapida evoluzione e che sempre più chiede e chiederà una capacità innovativa crescente a chi dovrà parteciparvi. I giovani vanno quindi monitorati, studiati e capiti per poter intervenire su di loro in modo efficace e coerente con le sfide attuali e future. E vanno coinvolti in questo processo.

La ricerca non può stare loro un passo indietro, ma deve porsi l’obiettivo di capire i fenomeni in tempo reale, quando non di anticiparne le tendenze. E per fare questo deve dotarsi di categorie interpretative che siano suggerite dai ragazzi stessi, dal loro comportamento reale, che in questo tempo transita soprattutto dalla loro attività sui social e sugli smartphone in generale.

Nell’incontro tra Università e le realtà di reteSviluppo e Kinoa, è nato così un ecosistema che si è posto l’obiettivo di unire l’innovazione nel tema di ricerca ad un metodo di ricerca innovativa. Gli studenti sono al contempo oggetto di studio e protagonisti delle rilevazioni, seguono corsi di formazione e tirocinio, sviluppano tesi di laurea che li dotano di strumenti normalmente fuori dai programmi scolastici e accademici.

 

Prof.ssa Anna Pettini, direttore scientifico del Data Life Lab